Tokenisation (RWA)
Private equity e private credit tokenizzati
Il private equity e il private credit rientrano tradizionalmente tra le classi di attivo meno liquide: l'ingresso avviene di norma solo alla chiusura del fondo e l'uscita solo dopo anni. La tokenizzazione cerca di semplificare questo aspetto emettendo le quote del fondo sotto forma di token, rendendo più agevole il trasferimento tra gli investitori. Le società sottostanti, i prestiti e i metodi di valutazione non cambiano.
Che cosa viene effettivamente tokenizzato
Per il private equity, ciò significa di solito una quota in un fondo di fondi o in una struttura feeder che investe in fondi di private equity esistenti. Per il private credit, equivale più spesso a una partecipazione in un fondo di credito che eroga finanziamenti a società prive di accesso ai mercati obbligazionari quotati. In entrambi i casi, il token registra un interesse economico, non il controllo diretto sulle società o sui prestiti sottostanti.
La valutazione di questi fondi avviene solitamente su base trimestrale ed è stabilita dal gestore del fondo, non in modo continuo come per un'azione quotata. Il token non cambia questo aspetto: il prezzo mostrato su una piattaforma di tokenizzazione è di norma semplicemente l'ultimo valore patrimoniale netto (NAV) pubblicato, eventualmente corretto da un premio o uno sconto di negoziazione laddove esista un mercato secondario.
- Il token rappresenta una quota di un fondo, non un prestito diretto o una partecipazione societaria
- La valutazione rimane periodica, di solito trimestrale, indipendentemente dallo strato di tokenizzazione
- Il prezzo sul mercato secondario può discostarsi dall'ultimo valore patrimoniale netto noto
Cosa risolve e cosa non risolve la tokenizzazione per la liquidità
Il principale punto di forza del private equity e del credit tokenizzati è la maggiore facilità di trasferimento tra investitori tramite una piattaforma che incrocia acquirenti e venditori. Ciò è diverso dalla liquidità reale: occorre comunque una controparte disposta ad acquistare a un prezzo accettato dal venditore. In condizioni di mercato più deboli, tale controparte potrebbe mancare, proprio come avviene nei mercati secondari non tokenizzati per questi fondi.
Alcuni emittenti prevedono un meccanismo di rimborso periodico, in cui il fondo stesso riacquista una percentuale limitata di token ogni trimestre all'ultimo valore stabilito. Ciò offre maggiore certezza rispetto a un mercato secondario puro, ma la portata di tale meccanismo è quasi sempre limitata e può essere sospesa temporaneamente nei periodi di tensione.
- La tokenizzazione facilita il trasferimento ma non garantisce un acquirente
- Esistono meccanismi di rimborso periodico, ma con dimensioni limitate
- I rimborsi possono essere sospesi durante periodi di tensione sui mercati, come nei fondi tradizionali
Soglie di accesso e pubblico di riferimento
I fondi di private equity e credit hanno tradizionalmente previsto soglie d'ingresso elevate, spesso nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro. La tokenizzazione viene sovente impiegata per abbassare tale soglia frazionando le quote del fondo in token più piccoli, rendendo possibile su alcune piattaforme l'ingresso a partire da poche migliaia o persino centinaia di euro.
Ciò non toglie che la normativa di riferimento richieda spesso comunque investitori qualificati o professionali, ponendo come condizione un test di appropriatezza o un patrimonio minimo. Un importo minimo più basso non significa automaticamente che il prodotto sia aperto a tutti; occorre verificare la classificazione degli investitori applicata dalla piattaforma.
- Il frazionamento in token riduce l'importo minimo d'ingresso per partecipante
- La normativa sottostante richiede spesso comunque un test di adeguatezza dell'investitore
- L'accesso varia notevolmente a seconda della piattaforma e della giurisdizione
Rischi specifici di questa categoria
Oltre ai consueti rischi di mercato e di credito delle società e dei prestiti sottostanti, il private equity e il credit comportano un rischio di valutazione: in assenza di un prezzo di mercato giornaliero, il valore riportato dipende dai modelli e dalle ipotesi del gestore del fondo. Una revisione al ribasso può far crollare improvvisamente il valore del token in un solo passaggio, anche se prima il prezzo appariva stabile.
Sussiste inoltre un rischio di controparte legato alla piattaforma che emette i token e gestisce il collegamento con il fondo sottostante. Se la piattaforma incontra difficoltà, il regolamento delle posizioni può subire ritardi, anche se il fondo sottostante è in salute.
- Rischio di valutazione derivante da prezzi periodici basati su modelli
- Rimborsi limitati o sospesi durante i periodi di tensione sui mercati
- Rischio di controparte sulla piattaforma emittente oltre a quello sul fondo sottostante
Confronto con le alternative quotate
Gli investitori che privilegiano la liquidità rispetto all'accesso ai mercati privati trovano spesso un'esposizione comparabile tramite veicoli di private equity quotati o fondi di credito negoziabili giornalmente. Questi strumenti offrono maggiore liquidità, ma di norma un profilo di rischio-rendimento diverso e talvolta un prezzo scambiato strutturalmente a sconto rispetto al NAV. La tokenizzazione si posiziona tra tale alternativa quotata e il classico fondo privato, completamente illiquido.
Frequently asked questions
La tokenizzazione rende il private equity liquido quanto le azioni?
No. Deve comunque esserci un acquirente disposto ad accettare il prezzo di vendita. La tokenizzazione semplifica il processo di trasferimento, ma non crea un mercato garantito come quello delle azioni quotate.
Perché il valore di un token può scendere all'improvviso senza notizie di mercato?
Perché la valutazione è periodica e basata su modelli definiti dal gestore del fondo. Una revisione di tale valutazione si ripercuote direttamente sul prezzo del token, anche in assenza di notizie in un determinato giorno.
È possibile investire con importi ridotti?
Su alcune piattaforme sì, poiché la quota del fondo viene frazionata in token più piccoli. La classificazione dell'investitore sottostante potrebbe tuttavia richiedere comunque un test di adeguatezza.
Cosa succede se la piattaforma di tokenizzazione chiude?
Dipende dalla struttura giuridica. Con un accordo di custodia ben segregato, la partecipazione al fondo sottostante si conserva, ma il regolamento può subire ritardi. È opportuno verificare questo aspetto per ciascuna offerta.
Il meccanismo di rimborso periodico può essere sospeso?
Sì, ciò avviene nella pratica durante i periodi di tensione sui mercati, esattamente come accade per i fondi non tokenizzati previsti di un meccanismo di rimborso analogo.
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