Rules
La regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti non esiste una legge unica che regolamenti le criptovalute nel loro complesso, a differenza di quanto avviene nell'UE con il MiCA. La vigilanza è invece suddivisa tra le autorità di regolamentazione federali, principalmente la SEC e la CFTC, e le legislazioni a livello statale. Questo panorama frammentato rende il mercato statunitense per certi aspetti più complesso da navigare rispetto a quello europeo, pur rimanendo il più grande mercato cripto al mondo.
Il ruolo della SEC e della CFTC
La Securities and Exchange Commission (SEC) considera una parte dei token cripto come titoli finanziari (securities) e applica ad essi la normativa esistente sui valori mobiliari. La classificazione di un token come titolo viene valutata tramite il test di Howey, che verifica se gli acquirenti investono denaro in un'impresa comune con l'aspettativa di un profitto derivante principalmente dagli sforzi altrui. Di conseguenza, molti token emessi tramite una vendita agli investitori rientrano nell'ambito di competenza della SEC.
La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) vigila sui derivati e tratta alcune criptovalute, tra cui bitcoin, più come beni (commodity) che come titoli. Ciò porta a una sovrapposizione e talvolta a un'incertezza nella vigilanza: la stessa società può trovarsi ad affrontare entrambe le autorità a seconda del prodotto offerto e della relativa classificazione giuridica.
Tale ambiguità ha portato negli ultimi anni a una serie di azioni sanzionatorie nei confronti di exchange ed emittenti, incentrate spesso sulla questione se un'offerta dovesse essere registrata come titolo. Per gli utenti, ciò significa che lo status giuridico di un token può variare a seconda del momento e dell'autorità coinvolta, richiedendo cautela nell'utilizzo delle piattaforme statunitensi.
- SEC: norme sui titoli per i token che superano il test di Howey
- CFTC: vigilanza sui derivati e su alcune monete considerate commodity
- La sovrapposizione della vigilanza genera incertezza e azioni sanzionatorie
Norme a livello statale e ruolo delle licenze
Oltre al livello federale, ciascuno Stato ha il potere di stabilire le proprie regole per le società che offrono servizi cripto ai residenti. Lo Stato di New York è noto per la sua BitLicense, una licenza specifica che le aziende devono ottenere per operare nello Stato, con severi requisiti in materia di capitale, custodia e conformità. Altri Stati applicano norme più leggere sul trasferimento di denaro o propri quadri normativi specifici per le criptovalute.
Per un'azienda che mira a operare sull'intero territorio nazionale, ciò comporta generalmente la verifica dei requisiti di licenza Stato per Stato, il che alza la barriera d'ingresso per i fornitori più piccoli. Alcuni Stati hanno quindi cercato di attirare le imprese offrendo un regime più leggero, creando una certa concorrenza tra i vari Stati.
- BitLicense di New York: rigorosa e specifica per le criptovalute
- Altri Stati: si affidano spesso alla normativa esistente sul trasferimento di denaro
- La copertura nazionale richiede generalmente licenze in più Stati
Tassazione e obblighi di comunicazione
L'Internal Revenue Service (IRS) considera le criptovalute come beni ai fini fiscali, non come valuta. Ciò significa che ogni vendita, scambio o spesa in criptovalute può in linea di principio costituire un evento imponibile, in cui la plusvalenza o minusvalenza viene calcolata rispetto al prezzo di acquisto. I contribuenti statunitensi devono monitorare e dichiarare tali operazioni, anche per transazioni di modesta entità.
Negli ultimi anni sono stati introdotti obblighi di comunicazione anche per gli intermediari, paragonabili agli obblighi di rendicontazione previsti dal DAC8 nell'UE. I broker e le piattaforme statunitensi devono trasmettere i dati sulle transazioni dei clienti all'autorità fiscale, aumentando la visibilità dei possedimenti in criptovalute da parte dell'IRS.
- Criptovalute = beni ai fini fiscali per l'IRS, non valuta
- Quasi ogni transazione può costituire un evento imponibile
- Crescenti obblighi di comunicazione per le piattaforme statunitensi verso l'autorità fiscale
Stablecoin e approccio verso gli emittenti
Le stablecoin hanno ricevuto una particolare attenzione negli Stati Uniti, in quanto le loro dimensioni e il loro utilizzo come mezzo di pagamento le rendono rilevanti per la stabilità finanziaria. Sono state avanzate proposte legislative per creare un quadro federale destinato agli emittenti di stablecoin, con requisiti di riserva e vigilanza in parte paragonabili a quelli previsti per i token di moneta elettronica ai sensi del MiCA nell'UE, sebbene i dettagli specifici differiscano.
Fino a quando tale quadro federale non sarà completamente definito, le principali stablecoin ancorate al dollaro operano in una posizione intermedia, ricadendo in parte sotto la legislazione statale e in parte sotto la vigilanza finanziaria, a seconda della struttura dell'emittente.
- Le stablecoin ricevono un'attenzione specifica per dimensioni e uso nei pagamenti
- La legislazione federale è in fase di sviluppo ma non ancora uniforme
- I requisiti di riserva assomigliano in parte all'approccio dell'UE, ma non sono identici
Cosa significa questo per gli utenti al di fuori degli Stati Uniti
Per gli utenti nell'UE, le politiche statunitensi hanno conseguenze indirette: i principali exchange ed emittenti adeguano spesso le proprie linee guida globali in base alle azioni sanzionatorie intraprese negli Stati Uniti, e le stablecoin in dollari regolamentate negli USA sono ampiamente utilizzate anche all'esterno del paese. Chiunque utilizzi piattaforme internazionali fa bene a seguire l'evoluzione della politica statunitense, pur non ricadendovi direttamente.
Vale anche la pena notare che le regole statunitensi sono distinte dal MiCA: un token considerato come utility token esente nell'UE può comunque essere classificato come titolo (security) negli Stati Uniti e viceversa. Non esiste un riconoscimento reciproco automatico tra i due sistemi.
Frequently asked questions
Le criptovalute sono legali negli Stati Uniti?
Sì, il possesso e il trading di criptovalute sono legali. Regole specifiche si applicano ai fornitori, a seconda che un'autorità di regolamentazione consideri un token come titolo finanziario o come commodity.
Che cos'è il test di Howey?
Un test giuridico che determina se un attivo costituisca un titolo finanziario, basandosi sull'esistenza di un investimento in un'impresa comune con un'aspettativa di profitto derivante principalmente dagli sforzi altrui. La SEC utilizza questo test per i token.
Le plusvalenze da criptovalute sono tassate negli Stati Uniti?
Sì, l'IRS considera le criptovalute come beni e tassa i guadagni derivanti da vendita, scambio o utilizzo per acquisti. Le piattaforme statunitensi comunicano in misura crescente i dati sulle transazioni all'autorità fiscale.
Le norme statunitensi sulle criptovalute si applicano anche agli utenti dell'UE?
Non direttamente, ma le piattaforme internazionali adeguano spesso le proprie politiche a livello globale sulla base delle azioni sanzionatorie statunitensi, e le diffusissime stablecoin in dollari ricadono sotto la vigilanza degli Stati Uniti.
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