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Tax

Dichiarare le criptovalute nel Box 3 nei Paesi Bassi

Per la maggior parte delle persone fisiche residenti nei Paesi Bassi, le criptovalute rientrano nel Box 3, l'imposta sul patrimonio che grava su risparmi e investimenti. Ciò significa che l'imposta non si applica al profitto effettivo realizzato, ma su un rendimento figurativo calcolato sul valore del patrimonio in una data di riferimento fissa ogni anno. Per i possessori di bitcoin, ether o altri token, questo solleva quesiti ricorrenti: quale valore è determinante, cosa succede se le monete si trovano su diverse piattaforme e wallet, e cosa accade se il prezzo crolla subito dopo la data di riferimento? Di seguito spieghiamo i principi principali applicabili ai privati. Si tratta di informazioni generali, non di una consulenza fiscale; in caso di dubbi, consultare un consulente fiscale o direttamente l'Amministrazione fiscale olandese, in particolare perché le norme del Box 3 sono state più volte modificate negli ultimi anni a seguito di sentenze giudiziarie.

Veerle JanssensWritten by Redacteur institutioneel, BruggeUpdated Checked by the editorial desk

Perché le criptovalute rientrano nel Box 3

L'Amministrazione fiscale olandese considera generalmente le criptovalute come un bene patrimoniale, assimilabile a risparmi, azioni o una seconda casa che non sia la residenza principale. Per la maggior parte dei privati che detengono criptovalute come investimento, ciò significa che il loro valore è incluso nella base imponibile del Box 3, insieme a risparmi, investimenti ed eventuali debiti.

La situazione cambia se un soggetto negozia criptovalute con modalità che superano la normale gestione attiva del patrimonio, nel qual caso il reddito può essere classificato come risultato da altre attività o persino come utile d'impresa, con diverse conseguenze fiscali. Per il tipico possessore privato o trader occasionale, tuttavia, il Box 3 costituisce il punto di partenza.

La data di riferimento e il valore delle criptovalute

Il Box 3 applica una data di riferimento fissata al 1° gennaio dell'anno fiscale. In tale data, il valore di tutti i beni patrimoniali, comprese le criptovalute, viene determinato in euro al valore di mercato rilevato in quel momento. L'andamento del prezzo durante il resto dell'anno generalmente non influisce su tale anno fiscale; un rialzo a marzo o un crollo a novembre non modificano il valore stabilito al 1° gennaio.

La valutazione si basa solitamente sul corso registrato su un exchange riconosciuto, o su una media di più exchange, convertito in euro. Se si detengono attività su più wallet o piattaforme, si somma il valore di tutte le giacenze al prezzo della data di riferimento, compresi i token conservati in self-custody su un hardware o software wallet.

  • Data di riferimento: 1° gennaio dell'anno fiscale
  • Valutazione in euro al prezzo di mercato a tale data
  • Tutti i wallet e le piattaforme sono rilevanti, compresa la self-custody

Rendimento figurativo anziché profitto effettivo

Un errore diffuso è pensare che il Box 3 tassi il profitto effettivamente realizzato sulle criptovalute. Non è così: il sistema applica un rendimento figurativo presunto sul valore delle attività, suddiviso in categorie quali saldi bancari, altre attività e debiti. Le criptovalute rientrano generalmente tra le 'altre attività', che di solito prevedono una percentuale di rendimento figurativo più elevata rispetto ai risparmi.

A seguito di note sentenze della Corte Suprema, il sistema è stato adeguato e in determinati casi i contribuenti possono richiedere la tassazione sulla base del rendimento effettivo, qualora questo sia inferiore all'importo figurativo. L'applicabilità e le modalità relative alla propria situazione dipendono dalle norme in vigore per lo specifico anno fiscale; queste cambiano regolarmente, ed è un motivo valido per verificare la posizione attuale con l'Amministrazione fiscale o un consulente.

La franchigia e la base imponibile complessiva

Il Box 3 prevede una franchigia esentasse: l'imposta viene applicata solo quando il valore complessivo dei beni supera una determinata soglia individuale, raddoppiata in presenza di partner fiscale. Le criptovalute concorrono a determinare il superamento di tale soglia, insieme a risparmi, investimenti e seconde case, al netto di debiti come prestiti universitari o credito al consumo.

Per chi possiede un portafoglio di criptovalute modesto, è possibile che, sommato al resto del patrimonio, non sia infine dovuta alcuna imposta per il Box 3. Per giacenze più rilevanti, è consigliabile stimare il debito d'imposta previsto all'inizio dell'anno, in modo da evitare sorprese al momento della dichiarazione.

Errori comuni nella dichiarazione delle criptovalute

Un errore frequente consiste nel dimenticare token presenti su piattaforme meno note o in vecchi wallet, specialmente dopo un lungo periodo di inattività. Anche le ricompense da staking, gli airdrop e i token ottenuti tramite protocolli DeFi vengono talvolta trascurati, pur rientrando nella posizione patrimoniale alla data di riferimento.

Un'altra insidia è confondere il valore nella criptovaluta originale con il valore in euro alla data di riferimento; la dichiarazione dei redditi richiede il valore espresso in euro, non il numero di token. Una tenuta dei registri accurata e ben documentata evita successive contestazioni con l'Amministrazione fiscale.

  • Wallet o piattaforme dimenticati che contengono piccoli importi
  • Ricompense da staking e airdrop non inclusi alla data di riferimento
  • Valore registrato in token anziché in euro
  • Mancanza di prove chiare sul tasso di cambio utilizzato

Inputs

Result

Taxable base

€ 17.316

Deemed return

€ 1.046

Estimated tax

€ 376,52

Effective rate

+0.50%

These outcomes are a worked example based on your input and public market data. Not investment or tax advice.

Frequently asked questions

Devo sempre dichiarare le criptovalute nel Box 3?

Per la maggior parte dei privati che detengono criptovalute come investimento, il Box 3 è la norma. L'attività di trading a livello aziendale o il mining possono rientrare in regole diverse, come i risultati da altre attività. Si tratta di informazioni generali, non di una consulenza fiscale; in caso di dubbi, consultare un consulente.

Cosa succede se il prezzo crolla drasticamente dopo il 1° gennaio?

Per l'anno fiscale in corso, si applica generalmente il valore alla data di riferimento del 1° gennaio, indipendentemente dall'evoluzione successiva del prezzo. Un ribasso successivo non modifica la base imponibile già stabilita per quell'anno.

Anche le criptovalute su un hardware wallet vanno dichiarate?

Sì, le criptovalute conservate in self-custody su un hardware o software wallet fanno parte del patrimonio e concorrono alla valutazione alla data di riferimento, esattamente come i saldi detenuti su un exchange.

Come si determina il valore in euro delle criptovalute alla data di riferimento?

In genere, si utilizza il prezzo di un exchange riconosciuto o una media rappresentativa al 1° gennaio, convertito in euro. È opportuno conservare una traccia della fonte utilizzata per poterla documentare in seguito.

È possibile presentare opposizione se il rendimento figurativo è superiore a quello effettivo?

A seguito di precedenti sentenze giudiziarie, in determinati casi i contribuenti possono far valere il rendimento effettivo anziché la percentuale figurativa. Le condizioni esatte cambiano regolarmente; si consiglia di verificare le indicazioni attuali dell'Amministrazione fiscale o di un consulente fiscale.

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